
IL SAMURAI TAKEO - LA PENNA E LA SPADA
(La poesia d’amore haiku tra i ciliegi)
ROMANO SCARAMUZZINO - TITANI EDITORI
Copertina a colori - Formato: cm. 16,8 x 24 - Pagine 256
Falla prefazione di Riccardo Colao
Romano Scaramuzzino, autore del presente volume, ama le arti marziali e la cultura orientale. Attualmente si sta occupando di quella nipponica che adora assieme alle sue tradizioni. Le ragioni che lo spingono a tessere tale nobile sentimento sono personali e non è il caso di indagare su come e perché lui abbia sin da ragazzo nutrito attrazione per l’Oriente.
L’autore è una mia antica conoscenza; ha collaborato con articoli e testi a tante delle mie pubblicazioni giornalistiche. Egli ha praticato diverse arti marziali finché convinto che Oriente e Occidente possano coesistere nel bene comune, si è dedicato alla Kick-boxing diventandone istruttore e insegnandola, per la prima volta a Catanzaro (capoluogo della Calabria), sua città di nascita.
La via tra l’Occidente e l’Oriente è costellata da falsi miti e dalla scarsa capacità di comprendere le distanze che, oltre chilometriche, appaiono lontane anni luce nel modus vivendi, di rapportarsi nelle relazioni.
Se sia meglio condurre la propria vita alla maniera occidentale o all’orientale non è un tema che mi affascina e non è neppure il caso di affrontarlo. C’è del buono in Giappone, come c’è del buono in Europa. La persona che intende costruire intorno a sé la pace, il rispetto, la speranza di un mondo migliore, è consapevole che ba-sterebbe prendere il meglio da ogni latitudine o longitudine al fine di elevare il corpo, gli spiriti e i cuori.
Alexandre Dumas scriveva che: «L’immaginazione ha il volo dell’angelo e del lampo: varca i mari dove noi rischiammo di naufragare, le tenebre in cui si perdettero le nostre illusioni, i pregiudizi in cui fu sommersa la nostra felicità».
Immaginare la ricerca della felicità perduta è quanto di meno facile possa risultate allorché un uomo, una donna, o un uomo e una donna assieme, decidono di provare a costruirla per sé e per gli altri; del resto, Confucio sostiene: quando decidi e ti impegni a fare qualcosa, avrai contro quelli che volevano fare la stessa cosa, coloro che volevano fare l’esatto contrario e persino tutti gli altri che non volevano far nulla.
Romano Scaramuzzino è persona dall’animo nobile e sensibile; produce fatti e non chiacchiere; si è impegnato a scrivere la storia di uno dei più nobili guerrieri che sia mai esistito (Mizuta Masa-hide, appunto Samurai e poeta) e di cui si conoscano le origini e le tracce. Takeo, il protagonista del racconto prende spunto da tale personaggio realmente vissuto e dalla compagna della vita Aiko. Nel corso della lettura scopriremo che lui incontrerà la giovane donna e tra azione e i versi delle poesie Haiku, il loro rapporto trascenderà tempo e spazio. Dopo anni e anni dal momento in cui lasciano le loro vestigia nel piccolo, sconosciuto villaggio dove hanno trovato pace, serenità e prosperità nel curato giardino dei ciliegi, la vicenda tramutatasi in leggenda oltrepasserà gli oceani.
La storia di Takeo e dei suoi haiku, le battaglie sostenute dal samurai, le passioni e gli amori per la natura e in particolare per i fiori degli alberi di ciliegio, rappresentano gli ingredienti del racconto del tutto inedito per i lettori che si cibano solo di letteratura italiana, europea, americana.
Il Giappone è un paese che vive e accoglie grazie alle sue regole e tradizioni millenarie e i giapponesi costituiscono un popolo che noi europei, e italiani in particolare, dovremmo iniziare a studiare ad apprezzare, emulare e dal quale acquisire taluni aspetti comportamentali.
Leggendo, con pazienza e attenzione, i sessanta e passa capitoli in cui è ripartita l’opera “Il Samurai Takeo, la penna e la spada” si entra dalla porta principale nell’atmosfera nipponica storica, per nulla facile da comprendere se non si gettano dietro le spalle pregiudizi tipici del-la cultura e della mentalità occidentale.
Il potere e la forza della spada per Takeo non sarebbero nulla senza l’amore per i versi poetici, il rispetto della natura, la lealtà in combattimento e nei rapporti con amici e nemici. Un samurai, anche se difensore delle comunità in cui vive, non è uno sceriffo americano, non è un policeman, non è uno “sbirro”, non è un ven-dicatore mascherato e neppure un giudice.
Samurai (侍) è il termine con cui s'indicavano i membri della casta militare del Giappone feudale; simili per alcuni aspetti ai cavalieri dell'Europa medievale, assunsero un ruolo fondamentale nella storia dell’impero del Sol Levante sino a quando non sopraggiunse il declino allorché nel XIX secolo si diede inizio alla formazione di un esercito regolare con caratteristiche tipiche di stampo militare.
Takeo è un samurai nel più puro e cristallino significato del termine; è un cavaliere e non un assassino. La lama della sua katana può arrivare a mutilare e ad uccidere con tecniche marziali; la sua danza letale colpisce per l’unica ragione: la difesa; mai per l’offesa. All’assalto dei predoni risponde con potenza fisica e mentale trasformandosi in una macchina umana da guerra. Non irride il nemico. Se l’aggressore avanza lui non indietreggia. Lo combatte e lo sconfigge contando sulla capacità di coordinare i movimenti e le azioni. Takeo non conoscerà l’epilogo che concluderà l’epoca dei samurai in Giappone perché spirerà l’ultimo soffio prima; la sua storia si è tramutata in materia palpitante e immortale; la relazione sentimentale con Aiko, ricca di forte umanità nel rap-porto matrimoniale, sfociata nella collaborazione letteraria e poetica, ha aperto la strada al centro culturale e museale; nel racconto è frequentato da milioni di visitatori che giungono per ammirare il “Giardino dei Ciliegi” e la struttura custode degli haiku.
Man mano che ci si addentra nella lettura de “Il Samurai Takeo, la penna e la spada”, racconto scritto da Romano Scaramuzzino, edito da Titani Editori, in molti scopriranno, come è successo al sottoscritto, la faccia della commedia umana, emozionante quanto avvincente, vissuta in Giappone. L’autore introduce il tema e il lettore occidentale, preso per mano, è guidato sino a scoprire le albe, le notti, le feste, i pericoli, le gioie, i costumi dell’oriente nipponico nel contesto di una delle sue forse più epiche pagine di storia che oserei definire fiabesca.
Si legge e si apprezza l’opera di Scaramuzzino che riporta nel sottotitolo: “la poesia d’amore haiku tra i ciliegi” ed è squisitamente autentico, bello e piacevole, godibile sino all’ultima delle sue pagine dove scoprirete, come è stato è accaduto anche per me, che è possibile per ogni uomo, per ogni donna, per ogni coppia che si ama, scovare la felicità e non lasciarsela più sfuggire.
Il segreto di Takeo? Lavorare su noi stessi, credere in ciò che si vuol fare e operare perché la propria vita possa sviluppare la migliore opera possibile da incidere a caratteri indelebili.
Riccardo Colao *
*(Giornalista, scrittore, direttore del quotidiano l’Italiano e di altri periodici)
CHI E' L'AUTORE
Romano Scaramuzzino è nato a Catanzaro il 20 luglio 1961, da diversi anni vive nella bergamasca. Da sempre appassionato di scrittura e arti marziali, ha saputo coniugare nella sua vita l’arte del combattimento con quella della parola. Ha praticato diverse discipline marziali ed è stato il primo insegnante di kickboxing – nel 1984 – nella sua città natale, dove ha trasmesso i valori non solo della tecnica ma anche della disciplina, del rispetto e della perseveranza.